POLA. La Città di Pietra prese il Mare
crediti
drammaturgia, allestimento scenico e regia Giulia Basel
da “Bora. Istria, il vento dell’esilio” di Anna Maria Mori e Nelida Milani
con Anna Paola Vellaccio, Giulia Basel, Alessio Tessitore, Emanuela D’Agostino
musiche dal vivo elaborate ed eseguite alla viola da Irida Gjergji
voce fuori campo Massimo Vellaccio
con la partecipazione di Umberto Marchesani, Chiara Sanvitale e di alcunə allievə dei corsi di teatro del Florian
disegno luci, direzione tecnica e registrazioni Renato Barattucci
collaborazione tecnica Fabrizio Pronio
grafica Clarice
foto Mara Patricelli, Swami Di Domizio
produzione Florian Metateatro Centro di Produzione Teatrale (Pescara)
in collaborazione con ANVGD – Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
si ringraziano Donatella Bracali e Carlo Cetteo Cipriani
progetto Quell’Italia di là dal mare
prima assoluta
giovedì 15 febbraio 2024
Florian Espace – Pescara
repliche
sabato 8 e domenica 9 febbraio 2025
Florian Espace – Pescara
sabato 7 e domenica 8 febbraio 2026
Florian Espace – Pescara
Lo spettacolo ci parla dei dimenticati, misconosciuti, dolorosi accadimenti che gli italiani dell’Istria, del Carnaro, della Dalmazia hanno vissuto; dà voce al sofferente vissuto degli «andati» e dei «rimasti». Un contributo alla comprensione, anche attraverso l’emozione, del grande esodo giuliano-dalmata del secondo dopoguerra.
Ma ci parla anche dell’Italia. Della sua insensibilità di allora e dei decenni che sono seguiti. Gli italiani dell’Istria e della Dalmazia spesso non trovarono neppure quel sostegno solidale e quell’affetto fraterno che il loro lungo, amarissimo calvario meritava. Percepiremo così il grande dramma vissuto nel dopoguerra da quelle terre, da quelle donne e da quegli uomini. Due traumi, inesorabilmente intrecciati: quegli assassinii di cui le foibe sono il simbolo e quell’esodo che fu quasi totale.
“Pola. La Città di Pietra prese il Mare” si prefigge di dare un contributo alla comprensione, anche attraverso l’emozione, di quei fatti così a lungo relegati ai margini della storia e spesso travisati.
Paolo Verlengia su TeatriOnline
È andato in scena nella sera dello scorso giovedì, al riparo dal fisiologico “rumore” del fine settimana, il primo studio de “Pola. La Città di Pietra prese il Mare”, la nuova produzione di Florian Metateatro dedicata al Giorno del Ricordo 2024.
Si tratta di una mise en espace elaborata dalle pagine di “Bora. Istria, il vento dell’esilio”, testo epistolare composto a quattro mani da Anna Maria Mori e Nelida Milani, che con il passare degli anni guadagna ulteriori carati di attualità, oltre al valore della memoria storica.
Non un romanzo ma una corrispondenza, complessa e intensa, tra due sguardi contrapposti, separati eppure ad un tempo uniti da una medesima ferita: il dramma dell’esilio istriano, quello dei rimasti e quello degli andati, degli italiani fuggiti da Pola dopo la guerra e degli italiani che sono rimasti in una città che sotto i loro occhi cambiava volto, cambiava lingua, diveniva ostile.
La dualità è dunque l’elemento strutturale che è alla radice del testo e dell’intera questione. In scena, il segno duale guida coerentemente l’andamento di un concerto di suggestioni: il dialogo a distanza tra le due autrici, abitato ciclicamente da presenze e voci e suoni della memoria. Anna Paola Vellaccio e Giulia Basel danno voce rispettivamente a Nelida Milani e Anna Maria Mori, mentre Alessio Tessitore e Donatella Bracali appaiono nella profondità del palcoscenico, poi tornano sotto forma di ombre o di pure parole, interpreti di una moltitudine, per un dramma individuale e collettivo.
Non è secondario in questo quadro l’elemento della musica, che scandisce e cuce i diversi momenti. In scena, Irida Gjergji sciorina il suono denso della sua viola sulle note di motivi originali e di arrangiamenti inediti. Musica come vettore della memoria, capace di custodire intatti il sapore istantaneo di ricordi compiuti e complessi, sedimentati negli strati più profondi della coscienza.
Così come non è decorativa la funzione degli oggetti di scena che popolano i due lati del proscenio: una selezione di icone, ancore della psiche (valigie, seggiole, un grammofono, la gabbia di un uccellino fuggito via ancor prima della partenza) a rendere tattile la sostanza drammatica dell’esilio.
Un sistema di pannelli traslucidi moltiplica questo effetto di scrigno mnemonico, liquido e mutevole, ingovernabile e inesorabile nei suoi ritorni, come il mare che di quell’esilio fu elemento vivo e attivo. A tutti gli effetti, l’Adriatico è il “terreno” comune che unisce la città di Pescara con territori geograficamente distanti come quelli posti sul confine orientale del nostro paese. Un legame confermato dall’attenzione non nuova dedicata da Florian Metateatro alle vicende connesse con l’esilio giuliano-dalmata, inaugurato nel 2022 con il progetto multimediale “Quell’Italia di là dal mare” e destinato, con ogni probabilità, a cementarsi negli anni a venire.
Paolo Verlengia
Quell'Italia di là dal mare
recital in video sull'esodo giuliano-dalmata
crediti
elaborazione drammaturgica e regia Giulia Basel
regia e realizzazione video Alessio Tessitore
interpreti Giulia Basel, Donatella Bracali, Emanuela D’agostino, Antonella De Collibus, Umberto Marchesani, Chiara Sanvitale, Alessio Tessitore, Flavia Valoppi, Alessandro Vellaccio, Anna Paola Vellaccio, Massimo Vellaccio
pianoforte Simona Ampolo Rella
violoncello Giovanna Barbati
testi di Enzo Bettiza, Marisa Madieri, Marino Micich, Nelida Milani, Anna Maria Mori, Miryam Paparella Bracali, Paolo Santarcangeli, Ester Sardoz Barlessi, Scipio Slataper, Giani Stuparich, Fulvio Tomizza, Iginio Toth, Diego Zandel
musiche del compositore istriano Pietro Tartini
e di Giuseppe Verdi
aiuto regia video e ufficio stampa Isabella Micati
fonico musica Renato Barattucci
assistente Matteo Panzieri
location Florian Espace
una produzione Florian Metateatro – Centro di Produzione Teatrale
con la collaborazione di ANVGD – Associazione Nazionale Venezia-Giulia Dalmazia, ADIM-LCZE – Associazione Dalmati Italiani Nel Mondo / Libero Comune Di Zara In Esilio
col sostegno di Comune di Pescara, Mibac – Ministero Beni e Attività Culturali, Regione Abruzzo
prèmiere
trasmessa il 10 febbraio 2021













